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Domenica 5 Dicembre 2010
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Storia
Guagnano è l'ultimo paese verso nord della provincia di Lecce ed è poste al confine con la provincia di Brindisi.
L'attività economica più importante è strettamente legata alla coltivazione della vite; si producono uve da tavola di ottima qualità; mentre quelle destinate alla vinificazione danno vini pregevoli. Sono sorte diverse cantine e si sono formati diversi consorzi che hanno valorizzato il prodotto e lo esportano in tutto il mondo. Importanti, per l'economia della zona, sono anche alcuni mobilifici.
In origine faceva parte dell'Agro Oritano insieme ad alcuni villaggi, sorti in epoca anteriore.
Alla fine del secolo XIII, la località era feudo della Contea di Lecce.
Divenuta possesso dei signori Orsini del Balzo principi di Taranto, che avevano scommesso sulla fertilità della zona per la mitezza del suo clima, passò successivamente al barone Matteo de Adimaris, alla famiglia Sambiasi, agli Zurlo, ai Paladini, ai Galateo, ai Lopez quindi ai Santoro e ai Mattehei, agli Albrigi, ed infine ai Filomarini, duchi di Cutrofiano.
Il culto è legato ad una antica leggenda riportabile al periodo in cui l'economia del paese si basava fondamentalmente sull'allevamento bovino. Da una delle mandrie, un giorno, si staccò un toro che si inoltrò nella foresta oritana. Quando i mandriani si accorsero della sua assenza lo cercarono a lungo e invano per tutto il bosco; avevano già deciso di desistere, quando udirono dei muggiti; guardando attentamente nella macchia videro il toro inginocchiato che teneva tra i denti un rosario. Si prodigarono allora per fare alzare l'animale ma invano; riprovarono diverse volte finchè un mandriano notò che su di un muro nascosto tra la vegetazione era raffigurata la Vergine del Rosario. Richiamò l'attenzione degli altri e tutti assieme turbati e meravigliati s'inginocchiarono e pregarono.
Subito dopo il toro si rialzò e tornò docile nella sua stalla.